Friday, February 6, 2009

ROBERT STAR A VENEZIA

Robert Star In Venice - ArtXploitation produzioni -
Sinossi:

Robert (il supplente di Babbo Natale) pulendo la sua casetta trova, dimenticato sotto il letto, un regalo di Natale non consegnato; il destinatario è un bambino che vive a Venice (Florida).
Decide di prendere l’aereo per recapitare velocemente il pacco, ma all’aeroporto perde gli occhiali, sbaglia volo e arriva a Venice (Italy).
Credendo di trovarsi in una comunità d’italoamericani della Florida, Robert cerca di comunicare in slang american-sicilian (sicilenglish) e usando le uniche parole d'italiano che conosce bene: il testo della canzone “Con te partirò” di Andrea Bocelli.
Trova alloggio in una casa occupata da squatter dove incontra i gondolieri gemelli Toto1 (l’affarista) e Toto2 (l’alternativo, attivo in 17 collettivi), George, cantante australiano con il pallino della musica greca che si fa chiamare da tutti Constantinos Vassilissis, Ute, poetessa tedesca appassionata di tatuaggi (ha il corpo tatuato con i nomi dei turisti e turiste che ha conquistato) e Carmela, imponente regista teatrale di Napoli che vuole mettere in scena un musical sui film di T.Milian.
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Alla fine della giornata, quando gli viene presentato il conto da pagare, Robert si accorge di trovarsi in un hotel. In questa città non solo i veneziani stentano a trovar casa, ma persino gli squatter, non essendoci più edifici da occupare, si adattano a vivere in albergo.
Robert gira per le calli in cerca dell’indirizzo della consegna.


Suona per errore alla casa della Zia Zitti, un’anziana signora ossessionata dai rumori.
La Zia Zitti gli urla di parlare piano, lo riceve con un gridatissimo “Shhhhhhh” e alla fine chiama indignata le vicine.


Il secondo tentativo è in un negozio strapieno di fragilissimi souvenir di vetro dove per muoversi senza romper nulla bisogna spostarsi con abilità da contorsionista.
Entra in un appartamento di studentesse dell’università, sei ragazze abbandonate dal loro coinquilino che era il fidanzato di tutte. Robert viene preso immediatamente di mira dal gruppo (in crisi di astinenza di baci), tenta di andarsene ma le studentesse lo rapiscono baciandolo a turno per tutto il pomeriggio.


Finalmente, dopo numerosi tentativi, riesce a scappare calandosi per una grondaia, ritrova Toto2 e i due cenano al ristorante “Spaghetti Western”. Nel locale, come intrattenimento, otto pistoleri giocano al tiro a segno mirando a file di appetitosi piatti di spaghetti. Robert partecipa alla sfida centrando per errore, in un attimo di distrazione, la collezione di vini d’annata dello chef_sceriffo del ristorante. L’inevitabile duello a spaghetti in faccia con lo chef_sceriffo è interrotto da due musicisti indiani che entrano cantando “’O sole mio” (musica pop della Florida?).
L’indomani, dopo aver saldato il conto alla comune-hotel, Robert, Toto2 e Carmela vengono ospitati da Egle, vedova molto chiacchierona (il trio è obbligato a seguire interminabili lezioni di cucina inframmezzate da nostalgici racconti sulla prestanza del marito defunto) e poi trovano casa in un’altana trasformata in baracca sui tetti.

George “Costantinos” invita Robert ad un pigiama party; tra gli inviatati c'è Cicci-Impacci (riconoscibile dal teschietto di zucchero che tiene in mano), artista costantemente tormentato da amletici dubbi sulle correnti artistiche contemporanee, e la sua amica Paparazza, fotografa di performance.


Nel bel mezzo della festa arriva, attesissimo da tutti, El Barba, un tipo magrolino e capelluto. El Barba parla sempre di ponti, pensa che a Venezia tutto si possa risolvere costruendo ponti ovunque; “C’è un ponte per ogni problema” è il suo motto.
Vuole trasformare la città in un grande Bridge & Breakfast. Tutti ascoltano con molta serietà i suoi progetti, Robert cerca d’intervenire alla discussione con il suo repertorio di frasi ad effetto alla Bocelli. Risulatato: El Barba, arrabbiatissimo, lo accusa di disfattismo e lo caccia fuori.

Flash! Flash! Flash! Brava Paparazza! Le foto della "performance" di El Barba e Robert saranno pubblicate su ArteGossip.

Il nuovo tentativo di consegna del pacco è alla Biennale d’Arte;
nella sala espositiva della Cina trova un grasso artista intento a disegnare sui muri delle grandi merendine colorate, che si presenta come K.M.M.
L’uomo si offre di aiutarlo a trovare il recapito del regalo suggerendogli di cercare nel quartiere di Cannaregio. La via più veloce per arrivarci è via acqua, seguendo il Canal Grande; Robert sale in gondola e il pesante K.M.M. per non far affondare l’imbarcazione, monta su un barcone.



Inizia una concitata conversazione tra i due, la distanza tra le barche consente a Robert di capire solo una parte delle parole. Quando K.M.M gli comunica il proprio nome per intero Robert rimane di sasso: corrisponde a quello scritto nell’indirizzo del pacco, Kory Mario Mix!
L’artista è in realtà un bambino di 7 anni della Florida in viaggio di lavoro a Venezia, cresciuto a dismisura per aver mangiato troppe merendine con cibo transgenico. Attendeva il pacco contenente il pezzo (lo snack) mancante della sua opera, un’installazione da esporre alla Biennale d’Arte - Padiglione Cina - , raffigurante una MURAGLIA CINESE realizzata con 5000 merendine al cioccolato. Cosa ci fa un americano nello spazio della Cina? K.M.M è evasivo nel rispondere. Sorridendo offre a Robert uno scatolone di caramelle in regalo.



Happy end: Carmela chiede a Robert di partecipare al musical dove recitano anche Toto e George “Costantinos”. Robert vorrebbe cantare Bocelli, Carmela lo costringe ad interpretare canzoni country. Dopo i numeri di Toto, Ute, Carmela, K.M.M e le musiche greche di George, Robert canta, vestito da cowboy, un classico della musica “country”: ’O sole mio. Gran successo e applausi. A Star Is Born?
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I gemelli Toto1 e Toto2

Toto1. Gondoliere affarista. Pur di convincere i turisti a salire sulla sua barca Toto1 li insegue ovunque per calli e campi, dentro gli hotel, sbuca da sotto i tavolini dei bar, si apposta fuori dalle toilette ripetendo: - Gondoeta! Gondoeta! -.
Toto2. Gondoliere alternativo attivo in 17 collettivi.